COCO BONGO: LA MIA VISIONE DI INFERNO

È bene chiarire per chi non lo sapesse che racconterò di una serata in un locale, di un evento sorprendentemente molto più conosciuto in Messico. 

Inizia la nostra esperienza in attesa del pullman davanti al Resort.
Eravamo 6 coppie, le altre due probabilmente già genitori di figli di qualche anno meno di me e la cosa – sinceramente – mi aveva stranito. Eravamo tutti in attesa di andare al Coco Bongo anche se i nostri compagni d’avventura ci stavano raccontando di esserci già stati, appunto in Messico, e dai loro racconti sembrava stessimo per entrare al circo. 

Il pullman sul quale siamo saliti sarebbe passato a raccattare anche altre persone sul tragitto per poi portarci direttamente al locale e all’una saremmo tornati (quale gioia!).

Ecco che iniziano a salire sul bus solo italiani e italiane con un look appariscente e un timbro di voce da stadio.

Arriviamo sul posto. 

Mangiamo qualcosa visto che avevamo 5 drink inclusi.

Entriamo.

A questo punto sembrava una discoteca normalissima: buio, musica forte, persone che ballano, persone che ballano con un cocktail in mano, tutte le età.

Alle 21 è iniziato lo spettacolo. Le luci hanno cambiato direzione e in pochi minuti un uomo in una tenuta discutibile ha iniziato a far roteare con un bastone una coppia appesa allo strumento, dal collo.

E per un attimo mi sono sentita Maria De Filippi in Tu Si Que Vales a non sapere se l’esibizione fosse davvero meritevole di proseguire alla selezione successiva.

Poi si sono presentati gli acrobati con la maglietta dei Rolling Stones, i quali per aggiungere un po’ di pepe allo spettacolo, ti passavano molto vicino. Non nego attimi di agitazione che qualcuno mi cascasse sopra la testa ma soprattutto, dopo questa breve sequenza, si sono trasformati nel gruppo rock cantando in playback con tanto di ballerine al seguito. Da qui, avendo già visto una scena simile con Michael Jackson, ho immaginato che gli imitatori fossero tra le cose preferite dei Dominicani.

Per fortuna, lo spettacolo teneva conto delle esigenze di tutti e tra un numero e l’altro veniva liberata la scena per lasciare spazio al divertimento di noi comuni mortali senza nessun talento bensì grande audacia. Il palco e il bancone del bar sono diventati cubi sui quali le persone – tutte ragazze – salivano per ballare e mettersi in mostra e io, dal basso della mia posizione mi sono identificata in Cristiana Capotondi di Come Tu Mi Vuoi dispensando pesanti giudizi nei confronti di coloro che avevano deciso di mostrarsi al pubblico nei loro movimenti di Twerking e non solo. Le più coraggiose hanno deciso di salire su una piattaforma da cui veniva sparato un getto d’aria molto forte che – ma guarda un po’ – aveva il potere di svestirti. A tal proposito ho deciso di non fotografare il culo delle italiane che poco prima erano state in pullman con noi e neanche il seno di altre finte stupite quando accadeva.

Dopo il primo cocktail è stata la volta degli acrobati sui tessuti, qui la mia testa è stata letteralmente intrappolata da un drappo, ma subito liberata per continuare a vedere e filmare sul palco – cito in ordine del mio ALBUM FOTO – Freddy Mercury, Satine del Moulin Rouge, I Pirati Dei Caraibi, Maluma, Elvis Presley, Spiderman in lotta contro Globin e The Mask. Insomma, personaggi per un pubblico vario, ma la chicca è stata nel finale.

A tutto il pubblico, me compresa, è stato distribuito un palloncino di quelli lunghi con i quali poter creare delle forme – ovviamente se ne sei capace e io di nuovo mi tolgo – come il fucile, il cagnolino, la giraffa, ecc. Non credo sia da specificare che in quel contesto i palloncini non sarebbero stati utilizzati per metterci alla prova con l’intrattenimento per i minori, infatti venivano semplicemente sventolati o scoppiati in accompagnamento a “Mueves la colita” in versione remixata di sottofondo.
A questo punto avevamo intuito fosse arrivata la fine del nuovo format che vedeva la collaborazione di “Tu si que vales” con “Tali e Quali Show”: tutti i ballerini e ballerine che avevano partecipato sul palco si riuniscono per quello che sarebbe sembrato l’ultimo ballo ma che presto sono stati spodestati da un nano travestito da Joker che ha chiamato a sé tutte le ragazze del pubblico che non si erano mostrate timide per ballare la macarena, ballo di cui non erano a conoscenza dei passi.

Infine, dopo 4 ore in piedi per la maggior parte passate ad evitare di essere colpita da acrobati in bilico, palloncini, coriandoli, stelle filanti, schizzi – ho tanto sperato di acqua – riesco a trarre la conclusione di aver partecipato incosapevolemente ad una lezione di “Difesa contro le arti Oscure” di Harry Potter. Davanti a me si erano materializzate le cose per me più spaventose ed ecco che penso a come potrebbe essere l’inferno e come dire “Riddikulus”.

Rispondi

WordPress.com.

Up ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: