QUANDO VORRESTE SPOSARVI?

Nella lista delle cose da fare quando si decide di sposarsi, ho imparato che le prime tre dovrebbero essere:
bloccare la Chiesa, un atollo o uno spazio sulla Terra dove qualcuno celebrerà il tuo matrimonio; decidere dove festeggiare e trovare il fotografo. Questo perché quel giorno te lo devono riservare, anche se quel pezzo di Terra scelto come location di un rito che ti sigillerà a una persona – si spera per sempre – potrà essere utilizzato anche da qualcun altro al mattino o al pomeriggio, poter scegliere l’orario de “Il grande giorno” porta sempre i suoi vantaggi.

Una Chiesa

Ovviamente nel mio caso le cose sono andate in ordine sparso, nonostante le buone intenzioni: 

ci sposiamo in Chiesa, in quella della zona di residenza, manco a dirlo.
Ma soprattutto nel momento in cui il parroco sarebbe cambiato, “eccalà”.

Per motivi ancora a noi misteriosi il parroco uscente NON POTEVA segnare sull’agenda della Chiesa i nostri nomi per una determinata data: “non sarò più di questa Chiesa, non posso prenotarvi, meglio che chiediate al parroco ufficiale quando arriverà, verso metà ottobre”.

Finto calendario di un finto prete


A questo punto, per non perdere tempo e perché “Matrimonio Da Favola” di Enzo Miccio ha guidato il mio programma di nozze abbiamo deciso nel mentre di fare un giro per le varie location ed è lì che abbiamo capito che in epoca Covid fosse fondamentale trovare il luogo del ricevimento prima della Chiesa.

Dal momento che tutte le date che elencavamo di settembre erano già state prese – un sogno che si è spento in corsa sposarsi con la tintarella – ci siamo arresi al calendario della nostra location preferita, anticipando il tutto di 3 mesi – ‘che sarà mai’ – e senza nessuna Chiesa “bloccata”.

Gli acconti si sono sprecati, ma non c’è bisogno che lo dica, ed è così che tra alti e bassi, arriviamo a metà ottobre insieme al nuovo Parroco e un appuntamento preso su Whatsapp nella speranza di poterci segnare.

Fine giornata, in Chiesa, con le occhiaie che arrivavano a metà naso e la pelle che si era colorata di grigio a furia di stare davanti alla luce blu (mai capita sta roba della luce blu), ci troviamo lì davanti, entriamo nell’Ufficio del prete che gioioso ci saluta.

Ti risparmio le frasi di rito sul meteo, la stanchezza, il lavoro, il covid, la mascherina e i nuovi contagiati finché prende un’agenda dal cassetto, nuova, bianca, senza nessun tipo di scritta al suo interno. La poggia sulla scrivania e ci chiede: “Quando vorreste sposarvi?”.
Noi: “Ci piacerebbe il 2 giugno 2022, se possibile”
Prete: “Va bene, segno!”


Rincuorati dal fatto che fosse libero, il pensiero unico è stato: l’altro non aveva voglia di fare più niente.

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