L’APERICENA E LE ANSIE DA PRESTAZIONE CHE CREA

Riflettevo. 

L’apericena a buffet è uno di quegli avvenimenti a cui seguono una serie di criticità: 


prendi il piatto dal carrello e inizi il giro posizionando tutto con estrema precisione, perché potrai pensare di fare al massimo quanti giri, 2?

Non ho mai capito perché ai buffet tutti si sentano gli occhi addosso. Come se ci fosse qualcuno che registri quante volte ti alzi e, con il fiato sul collo, dovrai dimostrare che ti stai alzando solo perché hai dimenticato i tovaglioli o il coltello e tornerai al posto sventolando l’autocontrollo avuto. Altre volte invece si usa la tattica del prendere un piatto di sole pizzette e carboidrati, annunciando a gran voce “ho fatto questo mix per tutti!”.

Una volta avevo letto che questa foga nel prendere il cibo ai buffet – come se non ce ne fosse abbastanza per tutti – era sintomo di egocentrismo. Mentre io ho sempre pensato che fosse meno filosofico:
la convenienza di un prezzo accessibile a chiunque, il fatto che ci sia sempre qualcosa capace di aprirti una voragine alle 19 e, infine, il cous cous nei vasetti di plastica non piace a nessuno quindi ci si deve sbrigare per prendere dell’altro. 

Nessuno ti guarda comunque, ci ho messo degli anni a capirlo ma poi mi è caduta una bruschetta e l’ho rimessa a posto con le mani senza che nessuno mi dicesse niente. Mi sento meschina a raccontarlo oggi, ovviamente è un fatto realmente accaduto prima del covid, ma è giusto che tu sappia. Non sarai al centro dell’attenzione. Come devi assolutamente sapere che, con gli anni, cambiano le cose. 

Dopo i 30 l’apericena a buffet non avrà più lo stesso appeal perché lo troverai pieno di difetti.
Innanzitutto per l’orario, dopo lavoro ma sceglierai di non tornare a casa perché sai già che una volta rientrato non raggiungerai più nessuno; hai il peso del pc dietro che ti seguirà per i prossimi 20 minuti al bancone e hai il viso del colore dello schermo che hai guardato tutto il giorno.

Poi, la varietà delle pietanze: cosa potrai mangiare? Perché adesso non va più bene la qualunque.

Ma soprattutto, dopo i 30, inizierai a sviluppare delle patologie e fissazioni riguardanti la pulizia e l’igiene del locale; le materie prime per cucinare e il metodo di cottura; i bicchieri che vengono utilizzati – vetro o plastica? – la comodità di trovare parcheggio vicino e il numero di coperti. Caratteristiche fondamentali per il tuo ritorno e che mi fanno rendere conto, scrivendo, che è proprio vero che “l’età ti peggiora”. 

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