TORNARE A TROVARTI

Vorrei non sentirmi così saturo. Ma saturo poi di cosa? Di promesse, dubbi, spiegazioni, serata, bevute, battute, cessi pieni di scritte e specchi rotti? Non vorrei che l’illusione che tutto possa cambiare,  sparisse. Perché tutti pensano che sia una partita a scacchi. Tutti contro tutti. Calibrano le mosse. Danno per avere. Hanno per mantenere.

Sto perdendo la cognizione del tempo, non mi basta un rullo di tamburi per capire quando è il momento di parlare. Il tempo è relativo, il momento è assoluto. E non esistono persone giuste al momento sbagliato, esistono solo momenti non nostri.

Do troppo peso alle parole e poca importanza ai riflessi che la luna ha sul mare. Ed io ti aspetterei anche,  come vent’anni fà, ti aspettavo fuori la porta di quell’ospedale, senza nemmeno sapere cosa fossero le attese. Ma, ho perso la cognizione del tempo e rischierei di realizzare troppo tardi che sono nostalgico di un futuro che non è ancora stato.

Adesso chiudi gli occhi, pensa a quanto non fosse strano trovare sconosciuti sul divano.

Adesso apri gli occhi, respira, fuma un’altra sigaretta e fai un biglietto per tornare a trovarti.

Steo

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