#lamoreoggi GHOSTING, CHE FA IL BABBODIMINCHIA

Si parla di Amori 4.0 e questo vuol dire che io non mi sono accorta neanche di quali fossero gli amori 3.0, avendo già problemi con quelli del 2.0 e del primo giro!

Avete presente l’inizio o la fine di una storia? Mandi un messaggio e rimani in attesa, quando il telefono si illumina ti prende una stretta allo stomaco e poi, è solo tua madre che ti deve chiedere, “puoi comprare il pane?”

Alla fine, senza rendertene conto ti ritrovi ad essere una stalker, una che manda messaggi a vuoto.
Dall’altra parte, decidi di chiudere ogni spiraglio di luce che si possa vagamente intravedere e cancelli i profili on line per scrivere la parola ‘fine’ in maniera definitiva.
Finalmente è stato dato un nome anche a questo fenomeno che, in realtà, esiste dal 2.0 a casa mia, “ghosting”, il modo di dirsi addio nell’era dei social.

Nei racconti più famosi pare che i fantasmi prediligano, per le loro apparizioni, le notti di tempesta. Nelle vite reali, invece, compaiono di sorpresa nei cieli sereni di relazioni apparentemente tranquille. Anzi, si nascondono. Fuggono più veloci della luce, e noi, come babbe, a pensare che non abbiamo fatto l’aggiornamento di Whatsapp e forse, l’app, non funziona come dovrebbe, a logorarsi sul fatto che i messaggi ormai non li scrive più nessuno, o che, forse, c’è un sovraccarico della rete e quindi potrebbe non funzionare niente.

Per rispettare il claim di Mondialcasa, alzi la cornetta e lo chiami come se fosse una prova di coraggio, ma forse gli hanno rubato il telefono.

E infine, su La Stampa arriva la risposta: “Nell’universo iperconnesso degli amori 4.0, il ghosting è il modo più crudele di dirsi addio. Con un silenzio assordante. ”

Ma vaffanculo! Ma voi siete dei criminali! Quindi, ghosting pare sia il modo di chiudere una relazione, tagliando tutti i ponti, reali e digitali, senza dare la minima spiegazione. Può accadere dopo pochi appuntamenti o dopo mesi di frequentazione. I tentativi del partner, abbandonato come un lebbroso, di riprendere i contatti si perdono in uno spazio social freddo come la morte.

Ovviamente è stato dato un nome anche agli abbandonati come lebbrosi, Mir «Missing in relationship» che sono sempre di più. Donne e uomini si alternano nel ruolo di vittime e carnefici. E non finisce qui, perchè i carnefici contagiano le vittime, che poi si comporteranno nello stesso modo nella prossima relazione.

Quello che può capitare è che si sparisce da una relazione per iniziarne un’altra, con l’insostenibile leggerezza descritta solo nel ripieno del cioccolatino Lidtor. Secondo molti psicologi è proprio questa superficialità dei rapporti che ha portato al dilagare del comportamento. Ma, belli, la scia di disagio è reale.

 Addirittura, per entrare ancora di più nel ridicolo, Snapchat ha prodotto uno show in otto episodi in cui il conduttore Matteo Lane fa il ghostbuster: trova le ombre sfuggenti e gli chiede di rispondere alle domande dell’ex. E non è il solo perchè ad Hollywood stanno lavorando a una serie di sceneggiature.

L’unica consolazione, seppur magra, che si può avere, è che anche con palate di soldi puoi essere sedotto e abbandonato: Sean Penn è stato «fantasmato» da Charlize Theron. Blake Lively ha eretto un muro di silenzio con Leo Di Caprio. Taylor Swift ha composto una canzone sull’abbandono da parte di Jake Gyllenhall «per farlo infuriare quando l’avesse sentita in radio».

Perciò, per concludere, quando il mal comune è mezzo gaudio, l’unica cosa che si può fare, è seguire la pagina facebook di “Le 9 di Novella”.

#svegliarsipercuriosità

Novella Ferrandino

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